“… ero più curioso di voi”

Questo spettacolo non ha certo la pretesa di spiegare in maniera esaustiva la poetica di Fabrizio de Andrè o la sua figura di intellettuale critico rispetto al suo tempo. Esso è un percorso articolato in canzoni e discorsi da lui stesso pronunciati in occasione di interviste o concerti, nel quale vengono toccati alcuni tra i temi più significativi che hanno caratterizzato la sua opera. Il titolo, tratto dalla canzone ”amico fragile”, non vuole essere una provocazione fine a se stessa, ma sta piuttosto ad indicare il valore alla luce del quale ho riletto la sua produzione artistica e la sua vita. Cioè quello della curiosità. La curiosità intesa come atteggiamento di apertura, di ascolto e di attenzione nei confronti di tutto ciò che ci circonda. Una sorta di vitalità spirituale che costituisce in ciascuno di noi la base più sana per approfondire la conoscenza di noi stessi e del mondo. Per poter sviluppare un’autentica libertà di pensiero, una vera coscienza critica. La cosa secondo me più preziosa che ci ha lasciato Fabrizio de Andrè, oltre alla bellezza delle sue canzoni, è la vocazione a coltivare fino in fondo la propria libertà artistica e intellettuale, anche quando ciò comporti delle scelte che agli occhi del pubblico possono sembrare bizzarre o anacronistiche. Senza la sua curiosità, De Andrè non sarebbe divenuto De Andrè, non avrebbe potuto andare consapevolmente in direzione ostinata e contraria, regalandoci tutte quelle canzoni con le quali oggi possiamo riflettere ed arricchire la nostra vita.

Antonio Amodeo